Domenica 9, le porte del Battistero si sono aperte per ospitare un gruppo speciale di pellegrini: su invito del vescovo e dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare si è celebrato un Giubileo di speranza con le famiglie che hanno vissuto (e continuano a vivere) il lutto per la perdita di un figlio o di una figlia.
Insieme nell’affettuoso ricordo, nella misteriosa comunione, nella speranza che verrà, le persone presenti si sono riunite per pregare insieme al vescovo, a don Enrico Rizzi, al diacono Pietro Cocconcelli, a Simonetta Monica e Federico Ghillani.
Intorno
al fonte battesimale sono risuonate le parole del profeta Isaia: «Non temere, perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni», che hanno ricordato l’amore salvifico di Dio e la sua presenza amorosa nelle vicende liete e tristi della vita.
Nel silenzio della meditazione, ognuno dei presenti ha ricevuto un foglio di carta e un pennarello con cui ha scritto il nome della persona cara, affidandola alla custodia di Dio, che tiene i suoi figli sul palmo della mano.
I nomi, appoggiati in piccole foglie, sono stati deposti nel fonte battesimale, luogo di nascita alla vita nuova del cristiano. Successivamente, in processione, con in mano una lanterna luminosa, tutti si sono avviati verso la Cattedrale, dove attraverso la
grande Porta santa, si è saliti fino all’altare maggiore per deporre le candele.
Qui è stato letto e meditato il brano del Vangelo della Samaritana, di un’acqua viva e salvifica, di parole buone che non deludono, di una solitudine sconfitta dall’amore.
Il vescovo ha ricordato come il dolore è una terra sacra, a cui bisogna avvicinarsi con grande rispetto, togliendosi i sandali, con sguardi di com-passione e di fraternità. La preghiera del “Padre Nostro”, echeggiata nel silenzio del pomeriggio, ha concluso la celebrazione.
La piccola comunità, una quarantina di persone circa, non si è però salutata subito, ma ha avuto la possibilità di dialogare insieme, nei locali del Seminario maggiore, per condividere frammenti di vita e di fraternità.
È stato questo anche il momento di presentare l’iniziativa che la diocesi, insieme all’associazione Famiglia più, ha preparato per domenica 6 aprile, alle 16.30, per genitori che hanno perso un figlio, che consiste in un gruppo di incontro, guidato dalla psicologa e psicoterapeuta Silvia Levati, del consultorio familiare Ucipem e animato per la parte spirituale da don Enrico Rizzi.
Per informazioni contattare:
- Associazione Famiglia Più (Str. Nino Bixio 71, 0521 234396, segreteria@famigliapiu.it) o
- Ufficio diocesano per la pastorale familiare (320 4644755, ufficiofamiglia@diocesi.parma.it)
Margherita Campanini




















