Che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente, perché i loro cuori sono vicini».
Queste parole, sabato 11, hanno aperto la veglia “Il sussurro dell’amore” proposta agli innamorati della diocesi, tradizione iniziata dieci anni fa, che ha visto
quasi cento coppie raccolte in preghiera. Prima in Battistero, e dopo una breve processione, in Cattedrale, gli innamorati hanno riscoperto quanti tipi diversi
di sussurro esistono!
Il primo è quello del Signore, che attraverso le piccole cose di ogni giorno, ci parla soavemente: infatti nella prima lettura è stato proposto il racconto di Elia che
nel deserto riconosce la presenza di Dio nel sussurro di una brezza leggera.
Poi il sussurro dell’angelo Gabriele che annuncia alla giovane Maria l’arrivo di Gesù. E proprio in lei, la Madre, si riconosce l’atteggiamento che si ha nei confronti
del proprio amato e della propria amata: Maria è attenta, vigile, in ascolto, proprio per poter percepire il delicato sussurro.
Infine, con le parole del vescovo Solmi, abbiamo ricordato le sfumature del sussurro: il silenzio della prova che rende muti, le parole taglienti, le parole che non sanno uscire, il silenzio della sorpresa preparata e ricevuta, il sussurro delle spighe che testimonia la presenza del Signore.
Al termine della sua riflessione il vescovo ha letto una preghiera ai fidanzati.
Dopo la veglia di preghiera, una semplice agape fraterna nei locali del Seminario maggiore, preparata dalle famiglie di diverse parrocchie, ha accolto gli innamorati che poi sono tornati a casa con un piccolo segno tra le mani: un righello, con due fiocchi e una domanda: «A che distanza sono i nostri cuori?».
Di seguito alcune foto della Veglia:





















